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L’impianto di Potabilizzazione a Mercatale di Sassocorvaro

L’impianto di potabilizzazione di Sassocorvaro è stato realizzato dal Comune di Sassocorvaro negli anni 1978-1982 con una portata di progetto di 10 -15 l/sec.
Nel 1992 – 1993 è stata poi inserita una nuova linea filtrante in parallelo alla esistente (filtro sabbia e carbone) facendo salire la portata a 30 l/sec. Nel 2002 – 2003 è stato aggiunto l’impianto di produzione del biossido di cloro per sostituire l’ipoclorito di sodio nella disinfezione e nel 2006 è stato realizzato un secondo decantatore.
La portata attuale dell’impianto è di 30 l/sec in estate e 25 l/sec. in inverno con un unico punto di presa a valle della diga.

L’acqua è prelevata da una presa posta in prossimità della briglia a valle della diga e attraverso due pompe che lavorano in parallelo viene inviata all’impianto con una portata media di 25 l/sec (foto 1).

L’acqua in ingresso all’impianto subisce prima l’aggiunta del flocculante e del dosaggio del CO2 per abbassarne il PH, poi una grigliatura grossolana (foto 2) e una prima disinfezione con l’aggiunta di biossido di cloro (foto 3).

La portata viene poi separata e inviata ai due sedimentatori: la vasca dell’impianto originale in CLS di circa 300mc (foto 4) e la vasca realizzata nel 2006 in ferro di circa 150-200mc (foto 5).

Dai due sedimentatori l’acqua chiarificata raggiunge una vasca di accumulo (foto 6), mentre il residuo sedimentato raggiunge la linea fanghi per l’ispessimento.
Il fango in eccesso viene trattato con centrifuga per la riduzione dell’acqua e smaltito in discarica.

Dalla vasca di accumulo l’acqua chiarificata (foto 7) raggiunge le due linee di filtrazione, quella originaria (foto 8) e quella realizzata nel 92-93 (foto 9), ciascuna delle quali composta da 3 elementi (i primi due filtri a sabbia e l’ultimo a carbone attivo).

Il controlavaggio in quattro fasi dei filtri a sabbia avviene periodicamente in base alla torbidità in ingresso: svuotamento; insufflazione d’aria; circolazione inversa di aria e acqua e quarta fase con circolazione inversa di sola acqua.

Il filtro a carbone subisce un contro lavaggio settimanale e ogni 2-3 anni viene effettuato un campionamento per valutarne l’efficacia e l’eventuale necessità di sostituzione o rigenerazione.

L’acqua cosi trattata raggiunge la vasca di accumulo dove subisce un ultimo trattamento con biossido di cloro; da questa infine tramite due pompe che lavorano alternativamente raggiunge il serbatoio “la Madonnina” e viene immessa in rete per la distribuzione (foto 10).

 
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